Comune di Aragona

Pirandello e lo zolfo

PIRANDELLO E LO ZOLFO     Un gruppo di miniere site nel territorio di Aragona in contrada MINTINI, comprende le buche che sono ubicate lungo i lati della montagna di Aragona nelle quali per tutto il corso della metà ottocento ed i primi del novecento si svilupparono delle miniere solfifere isolate, tutte con metodi di lavorazioni a carattere artigianale; questi ultimi non ebbero sviluppo a causa della mancanza di adeguati mezzi razionali sia di produzione dello zolfo sia di eduzione delle acque.

Data:
25 Febbraio 2009

Pirandello e lo zolfo

PIRANDELLO E LO ZOLFO

 

 

Un gruppo di miniere site nel territorio di Aragona in contrada MINTINI, comprende le buche che sono ubicate lungo i lati della montagna di Aragona nelle quali per tutto il corso della metà ottocento ed i primi del novecento si svilupparono delle miniere solfifere isolate, tutte con metodi di lavorazioni a carattere artigianale; questi ultimi non ebbero sviluppo a causa della mancanza di adeguati mezzi razionali sia di produzione dello zolfo sia di eduzione delle acque.

 

Dal 1900 circa, dette miniere si consorziarono fra di loro in modo da formare un complesso industriale capace di condurre
ricerche e lavorazioni su vasta scala.Quindi per opera della Società  des Mines  il gruppo di miniere di Aragona raggiunse uno sviluppo notevole, tanto da poter essere incluso nel ristretto elenco delle grandi miniere solfifere.

 

Verso la fine dell’ottocento in tale gruppo di miniere opera Stefano Pirandello sia come commerciante sia come produttore di zolfo attraverso un contratto di gabella che stipula con il principe di Aragona, Antonio Burgio Brancaccio. Il fondo che prese in concessione costituiva una vasta estensione di terreni solfiferi in gran parte esplorati e con miniere gia  attivate, in cui ebbe una partecipazione diretta, anche se breve, il grande scrittore Agrigentino, in particolare nella conduzione della miniera che chiama Taccia – Caci, la zolfara grande nel suo celebre romanzo I vecchi e i giovani, riscritto definitivamente nel 1913.

 

Costituitosi in società , Stefano Pirandello effettua lavorazioni presso la montagna Mintini di Aragona, ex feudo Diesi, per circa 10 anni. I lavori che la Società  esegue riguardarono le seguenti buche: Taccia-Caci, Taccia, Mezzogiorno, Levaste, Salamone, Salamone piccolo, Mandra Principe, San Pietro, San Giuseppe e San Vincenzo.

La miniera Taccia-Caci fu fonte di notevole guadagno per la famiglia Pirandello, ma anche causa del dissesto finanziario che compromise la salute mentale della moglie dello scrittore Donna Antonietta Portolano, e che ritorna variamente nelle sue opere, determinando che la vocazione alla letteratura diventi scelta obbligata, il mezzo per procurarsi da vivere e far quadrare il bilancio familiare.

 

 

Il tema Pirandello & lo zolfo¨ è dunque un passaggio obbligato per avvicinarsi a Pirandello uomo e letterato, difatti offre una nuova ed ulteriore chiave di lettura sulla formazione del grande scrittore Agrigentino. Lo zolfo, infatti, contraddistingue variamente la produzione di Pirandello come motivo ispiratore di parecchie novelle, nelle quali è presente più che la zolfara, il mondo che gravita attorno ad essa.

La proposta di valorizzare questi luoghi o meglio il luogo pirandelliano attraverso il recupero della zolfara Taccia-Caci, seppellita attualmente da rosticci di zolfo e l’eventuale riconversione della miniera in Museo può offrire l’occasione per una conoscenza diretta del patrimonio antropologico e materiale che ha caratterizzato la storia socioeconomica del nostro paese.

 

 

 

Ultimo aggiornamento

25 Febbraio 2009, 00:26

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