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Nella
Cripta
della chiesa del
Rosario, nel 1997 è stata allestita una |
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mostra
permanente del Tesoro della chiesa con l’esposizione di dipinti, ori
e argenti,
documenti e paramenti tra cui splendidi ostensori e un' urna
argentea per la reliquia della Sacra Sindone.
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Il
"Duca Santo" del Gattopardo Giulio Tomasi di Lampedusa, fondatore
di Palma, aveva ottenuto dai Savoia una Sacra Sindone, copia estratta
dal vero originale di Torino l’anno 1656, per la chiesa del
Calvario e oggi conservata presso il Collegio di Maria di Palma. Nel
1684, a sua volta, il principe di Aragona Baldassare IV Naselli, la cui
figlia Melchiorra nel 1669 aveva sposato il figlio di Giulio Ferdinando
I Tomasi, ottenne un frammento del sacro lenzuolo. |

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Per
questa preziosa reliquia lo stesso principe Naselli, amante dell’arte
e fine collezionista di opere di grandi artisti, fece costruire
un’urna argentea dove, incastonata in un reliquiario a pendente,
circondato da una cornicetta con smalti neri su oro, fu conservato il
prezioso brandello della Sindone. L’ argentiere palermitano Giacinto Omodei modellò questo piccolo ma geniale gioiello, dove l’invenzione
architettonica delle cornici e dell’intero impianto ben si
armonizza con la presenza di eleganti |
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figurine quali gli angeli reggenti, richiamanti
le cariatidi, o le figure simboliche, ben collocate ad arricchire gli
angoli. Il tutto trova la sua conclusione più indovinata nella
raffinata statuetta dell’Ecce Homo.
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Tra
le curiosità possiamo estrarre notizie da una relazione della fine del
‘700 dell’esistenza di “insigni”
reliquie,
“di due buone pezzetti della Sindone fregiati
della tintura del divino sangue” che “in ogni venerdì
di marzo quando si espone in chiesa comparisce la tintura assai carica
di vermiglio colore”.
La reliquia in
veniva
custodita inizialmente dalla chiesa madre poi in altre
chiese
fino alla fine degli anni ‘60 prima di scomparire del tutto, per
essere ritrovata nella cripta della chiesa del rosario nei ultimo
restauro.
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