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Le Maccalube |
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a
circa
quattro chilometri dal centro urbano di Aragona, formatesi, nel corso
degli anni, per la continua fuoriuscita d'argilla dal sottosuolo. |
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sono sottoposti ad una certa pressione e sono in relazione con argille non consolidate, intercalate in livelli di acqua salata. La loro fuoriuscita, però, non sempre viene accompagnata da argilla; talvolta ai gas si associano soltanto delle sostanze liquide che determinano degli specchi di acqua torbida dalle dimensioni variabili, dove avviene un moltiplicarsi di tanti piccoli organismi che trovano il loro ambiente ideale. |
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Il paesaggio, che si presenta come una landa brulla dal colore che varia dal biancastro (dovuto alla polvere di cristalli che esce dal sottosuolo) al grigio chiaro a quello molto scuro, è caratterizzato da una serie di vulcanelli di fango freddi così definiti per la tipica forma a cono che la continua fuoriuscita d'argilla dal sottosuolo determina. |
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Per
analogia con quello vulcanico, questo fenomeno viene definito
vulcanesimo sedimentario e rientra nelle manifestazioni petrolifere
superficiali di tipo gassoso. |
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esplosioni
dovute al miscuglio di metano e ossigeno, detto Grisù. |
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Le acque partecipano al processo chimico ed ai fenomeni eruttivi, rendendo plastica l'argilla che così forma un'ostruzione che blocca l'uscita dei gas. Le eruzioni vengono anticipate da un inarcamento della collina e, nel periodo precedente la loro manifestazione, si possono notare |
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nell'altipiano delle crepe ad andamento ortogonale. Ma questi non sono gli unici segnali. Il capovolgimento del terreno viene annunciato ed accompagnato da forti boati e, in questi casi, il materiale argilloso misto a gas e acqua viene scagliato a decine di metri di altezza, fino ad assumere la tipica forma a fungo delle esplosioni nucleari. |
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La Flora |
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La collinetta non incanta soltanto per il suo paesaggio lunare. Essa è un vero e proprio Paradiso Botanico che vanta, in primavera, la presenza di ben quindici specie di orchidee. Ma la vera ricchezza floristica viene dagli stagni temporanei mediterranei che hanno determinato un numero considerevole di endemismi |
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come l'Aster Sorrentini, (varietà tutelata dalla Comunità Europea) e la Lavatera Agrigentina; di particolare importanza è la gariga-steppa formata dal Lygeum Spartum e dalla Salsola Agrigentina, endemismo il cui locus classicus è proprio il territorio delle Maccalube. Tutta questa varietà ha |
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permesso di inserire le Maccalube come sito di interesse Comunitario e di istituire nel 1996 la Riserva Naturale Integrale delle Maccalube, affidata alla gestione di Legambiente. L'area di Riserva (con una superficie di oltre 240 ettari) è unica in tutta Italia proprio per la varietà e l'estensione di questo fenomeno naturale. |
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La Fauna |
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Gli stagni temporanei favoriscono lo sviluppo di una ricca entomologia, la riproduzione di anfibi e la presenza di rettili. Sull'area della collinetta si possono anche osservare alcune specie rapaci come il Falco di palude; il territorio è zona di sosta per gli uccelli durante il periodo di migrazione. |
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Toponimi |
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Il
toponimo Maccalube o Macalube varia nella duplice versione della
occlusiva velare sorda scempia /maka'lube/ e geminata /makka'lube/
. |
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significato:
"sorgente fangosa con emissioni di metano e anidride
carbonica". |
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dell'aragonese, è sostantivo che serve per indicare tutte quelle manifestazioni eruttive esistenti sul pianeta. Le testimonianze storiche risalgono a più di duemila e cinquecento anni fa; fra le tante citiamo Platone, Aristotele, Diodoro Siculo, Plinio il Vecchio. L'appellativo latino del luogo è Ager agrigentinus (campo agrigentino) e |
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Lacus agrigentinus (lago
agrigentino), denominazione data perché in |
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Curiosità Testimonianze
dell'esistenza delle Maccalube risalgono oltre il V sec. a. C. -I
Greci e i Romani usavano il fango per fare maschere di - Nel 1087, quando gli Arabi scacciarono via i Normanni, si dice che sulla piana delle Maccalube ci fosse stato uno scontro molto cruento e sanguinoso tale che, nella tradizione contadina, il liquido grigiastro che viene espulso dai vulcanelli viene definito "Sangu di li Saracini" (il sangue dei saraceni). - Orbu di l'occhi. Secondo una leggenda popolare chi giurava il falso veniva condotto sulla terra delle Maccalube ed ivi accecato. -Anticamente il liquido veniva utilizzato per l'accensione delle citalene . |
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Il Mito Ai
vulcanelli è legata una interessante leggenda che da tempo
dà alimento alla fantasia di quanti sono rimasti incantati dal
paesaggio lunare delle Maccalube. Si narra che un tempo, dove adesso la
terra è un continuo gorgoglio, un incessante richiamo alla
contemplazione della sua grandezza, vi era una ricca città che portava
il nome di Cartagine. Era un centro opulento in cui
aveva luogo un vasto mercato, dove , al centro della città, si
trovava una chiesa con un gallo d'oro sopra il campanile. La gente del luogo
viveva nella tranquillità finché un giorno, durante una festa
religiosa, scoppiò una lite tra due opposte fazioni così violenta da
fare adirare una divinità che fece
sprofondare l'intera città sotto terra. Note
La
città sommersa di cui si parla nella leggenda è forse quella stessa a
cui alludeva Vitruvio, vissuto nell'età di Augusto, quando parlava
di una "fons Carthaginis". La credenza è sicuramente nata
dalla presenza nella zona di un insediamento urbano scomparso in
seguito ad una eruzione
delle Maccalube. Dove si trova
Le
Maccalube si trovano a 4 Km a SO di Aragona e a 15 Km a N di Agrigento.
Per raggiungere la riserva è necessario entrare nel centro urbano di
Aragona (sulla SS. 189 AG - PA), percorrere la prima parte di via
S. la
Rosa svoltare direzione campo sportivo e seguire le indicazioni.
Proposta per una gita turistica. Oltre alla riserva delle Maccalube si possono segnalare questi luoghi di particolare rilievo turistico-culturale:
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