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Giovanni Falzone |
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BIOGRAFIA |
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Trombettista e compositore, nato il 22-05-1974,
comincia lo studio della tromba presso la scuola di musica della banda del
paese di Aragona (AG), all’età di 17 anni. Subito dopo si iscrive al
Conservatorio di musica V. Bellini di Palermo dove si diploma in poco
tempo sotto la guida del
maestro G. Ciavarello. |
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Dopo aver conseguito il diploma ha avuto modo di
esibirsi in qualità di Prima Tromba con: l’Orchestra
Giovanile Italiana, il Teatro Lirico di Spoleto, l’Orchestra Filarmonica
Italiana, l’Orchestra Filarmonica di Torino, il Teatro G. Verdi di
Trieste, il Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra Sinfonica di Milano
G. Verdi e l’Orchestra Internazionale
d’Italia. |
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Ha preso parte al progetto “Orchestre senza confine” (Civica Jazz Band di Milano ed orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi) con solisti di fama internazionale, quali: Bobby Watson, Bob Brookmeyer, Markus Stockausen, Max Roach, Kenny Barron, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Paolo Fresu, Giorgio Gaslini. Ha suonato in Lussemburgo con Claudio Fasoli e Marc Mangen al “Centre des Arts Pluriels”. E’ risultato l’unico italiano idoneo alla selezione, tenutasi in Francia, per l’ ”European Jazz Big Band” diretta da David Murray. Ha suonato nei vari Jazz Club: Capolinea, Scimmie (MI), Salumeria Della Musica (Mi), Cantina Bentivoglio (BO), Paprika (BG), Ittolitos Jazz Club, Nord-Est Caffè (MI), “Euro Jazz Club” (CT), Malox (PA) Sullivan Pub (PG), Il Circolo (CO), Rapsodia Cafè (MI), Caffè del Ventaglio (MI), Enoteca Rabelais (MI) . Ha suonato nei vari festival: Umbria Jazz Winter 2000, “Villette Jazz Festival” 2001 di Parigi, Free Milano Jazz Nights 2002, Italian Jazz Rebels 2002 (BO), Bocconi Festival 2002, Spoleto Jazz 2002 (nell’ambito del festival Dei Due Mondi) Clusone Jazz 2002, Licata Jazz Festival 2002, AH-UM Jazz Festival (Milano) 2002, Bologna Avant-Jazz 2003, Clusone Jazz 2003. |
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Ha suonato nei vari
Teatri: Teatro Lirico di Milano, Teatro Comunale di Bologna,
Teatro “G. Verdi di Trieste, Teatro Comunale di Piacenza, Teatro Lirico
di Spoleto, Teatro Morlacchi di Perugia,
Teatro Comunale di Modena, Teatro Comunale di Reggio Emilia, Teatro
“V. Bellini di Catania”, Auditorium di Milano, Auditorium di Madrid,
Auditorium di Tolosa, Auditorium di Lisbona, Auditorium di Barcellona, Auditorium
di Murcia, Auditorium di Monaco, Auditorium di Montreux,
Teatro Municipale di Santiago, Teatro Colon di Buenos Aires, Teatro
Municipal di Rio de Janeiro, Auditorium di San Paolo. Ha partecipato in
qualità di Sideman ai seguenti dischi: |
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Rassegna stampa: |
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Giovanni
Falzone è un trombettista molto attivo che merita di essere seguito con
attenzione per l’originalità della sua ricerca. Giovanni Falzone è
un trombettista ed un compositore maturo,
gioca con timbro, tempo e perfino con la qualità del suono. I suoi
assoli sono espansivi e meravigliosi. L’originalità
del suo approccio, sia della scrittura che dell’organizzazione del
quintetto non lascerà nessuno indifferente. Con la sua bella sonorità
Falzone impone con dolcezza un’altra modernità possibile tra il
neo-classicismo bop e l’avanguardia. Il trombettista siciliano
Giovanni Falzone in questo disco d’esordio“Music For Five”
dimostra una straordinaria maturità tecnica ed espressiva, e una decisa
personalità come Leader, ottenendo dal quintetto una prova concentrata ed
unitaria. Giovanni Falzone è
l’anello di congiunzione fra la musica “cosiddetta” colta e la
musica “cosiddetta” di improvvisazione. La musica del trombettista Giovanni Falzone è tanto
convincente e matura da porlo decisamente gia oltre la categoria degli
emergenti. Giovanni Falzone ci
propone le
migliori qualità
del jazz
contemporaneo: musica
esilarante, riflessiva e stimolante che mette pane sotto i denti
dell’ascoltatore- udibili legami con la tradizione ed una prospettiva
fresca sul presente.
Giovanni Falzone con
l’album “BIG FRACTURE” regala un’altra prova della sua
straordinaria maturità espressiva. Musicista dalla personalità
fortissima e accompagnato da una preparazione tecnica agguerrita, con
pochi paragoni di qua e di la dall’Atlantico, risulta sempre capace di
sprigionare tensione e mobilità della frase. Questo modo di suonare si
riflette anche a livello di scrittura. |
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